Una fava nel baccello

mercoledì, 12 novembre 2008,
Caro amico Vincent,
tu sei bravo a rigirare la frittata senza per questo essere un grande cuoco. Fino a qualche email fa ero io a cercare di convincerti ad aggredire il mondo come solo una lumaca marina sa fare e adesso ti ergi a fautore della libera esportazione della mia mente al di fuori di una ipotetica cella di auto prigionia.
Il mio essere Barman romantico che non ha un cazzo da fare tutto il giorno non significa certo che stia a guardare il mondo da un oblò. Io al mio cervello gli do aria, lo porto a spasso per la strada a guardare in faccia la crisi che avanza, nella speranza un giorno di poter scrivere il mio capolavoro ed essere osannato come un Bauman, un Sennet o un Wacquant a caso.
Spesso mi siedo in un caffè con una grande vetrina sulla strada. Guardo le persone che camminano sul marciapiede, osservo le loro scarpe e il loro passo, se è lungo o corto, svelto o lento, le borse che tengono sotto braccio, l’espressione che hanno sulla faccia, se parlano al telefonino o tengono qualcuno per la mano. Guardo le persone che prendono il caffè vicino a me, osservo cosa leggono, se sono rilassati o di corsa, se bevono il caffè e leggono davvero o se tengono il giornale e la tazza li davanti solo come una scusa per giustificare il fatto di essere da soli in un locale. Come me.
Non so cosa ci farò con tutte queste osservazioni. A volte mi piacerebbe essere un fotografo. Mi piacerebbe racchiudere in un’immagine non solo quello che vedo ma anche quello che penso di ciò che vedo. Ma non sono un bravo fotografo. Con una fotocamera in mano riesco a rendere insignificante anche il più bello dei paesaggi che mi si parano davanti. E' una dote non comune!
Questo per dire che non è il mio cervello che devo portare a prendere aria, ma un altro organo che tra l’altro fa pure rima con quello appena citato.
È cosi che ho deciso di portarli a spasso tutti e due senza attendere la tua ramanzina. Qualche giorno fa ho deciso di iscrivermi ad un corso. Dirai: ma come? Un altro corso? Si caro Vincent un altro corso. Sai bene che i corsi sono il mio ambiente naturale. Quando sono in un aula mi sento come una fava nel suo baccello. Perché una fava mi ci sento spesso, ma con il calore di un guscio che ti protegge e ti racchiude insieme ad altre fave come te è tutta un’altra cosa. Soprattutto se scopri che le altre “fave” sono tutte ragazze, laureande o laureate. Un miniparadiso della passera.
In quell’aula mi sono sentito come Hugh Grant al circolo di auto aiuto per genitori soli in About a Boy, col vantaggio che non devo fingere di avere un figlio per instaurare un rapporto con queste giovani donne. Devo solo fingere che mi interessi e soprattutto che sia possibile produrre un cambiamento nel mondo attraverso la creazione di progetti che spesso hanno come unico obiettivo quello di gratificare chi li scrive e chi li attua e di portare soldi a chi sfrutta il lavoro di giovani precari per correre in soccorso di uno stato sociale che non esiste più.
Ops mi sono fatto trascinare dalla mia retorica sociologico marxista. Torniamo alle donne. A questa insuperabile Linea Vaginot. Per adesso ho solo eseguito un rapido screening suddividendo in categorie gli esemplari che mi sono trovato davanti. Ho diviso quelle passabili da quelle non passabili, quelle con l’anello da quelle senza anello, le cacciatrici dalle prede. Mi sentivo anche un po’ come Terminator o come Robocop quando squadrano il soggetto ed esegueno un’analisi delle potenziali azioni da intraprendere in base alla caratteristiche dell’individuo che si trovano di fronte. Comincio a vedere anche attraverso una griglia a quadretti. È grave?
Come avrai intuito non mi sono fatto proprio trascinare dall’entusiasmo mondiale per l’elezione di Obama. Dico e se fosse tutto un complotto. E se come in Heroes una potente lobby avesse puntato su Obama per governare autoritariamente un mondo postatomico con una persona in grado di presentarsi come rassicurante e allo stesso tempo dotata di un cinismo tale da permettere catastrofi immani per erigersi a salvatore del mondo. Non potrebbe tutto essere già cominciato? È stata un caso la crisi più grave del secolo proprio prima delle elezioni? Lo so, tu guardi Grey’s Anathomy e forse non puoi capire. Ad ognuno i suoi telefilm. Anche se in passato ne abbiamo avuti diversi in comune.
Ricordi Dawson’s Creek? Ne conoscevi quasi a memoria quasi ogni puntata e adesso mi chiedi se il tuo problema sia l’abbigliamento. Ma ti ricordi come si vestivano Dawson e Paecy?! E peggio ancora, ti ricordi come si vestivano Brandon e Dylan?! No Vincent il problema non sono i vestiti sono quello che ci porti sotto e gli obiettivi che ti poni.
Se vuoi conquistare una dea da un nome immaginifico come Elisewin devi mettere in conto che dovrai strisciare a lungo anche sui terreni più impervi prima di riuscirci. E non è nemmeno detto che accadrà. Altrimenti ti dovrai accontentare di qualcuna che sia brava a farlo sembrare amore e tu dovrai essere altrettanto bravo a far sembrare che sia la stessa cosa per te. Pensi di esserne capace? Io non credo che tu lo sia e d’altra parte non credo di esserlo neppure io. E penso che prima o poi ci incontreremo davanti a quel semaforo ognuno coi propri santini da distribuire mentre blatereremo di una imminente fine del mondo.
No, non ho più sentito Frank “Zerbino” Doormat. Che ti devo dire, manca anche a me, ma forse il mio cinismo mi impedisce di pensarci più di tanto. Si sa che le persone entrano ed escono dalla nostra vita come i camerieri in una sala da pranzo. Magari ti porteranno il più buon piatto che tu abbia mai gustato e saranno anche gentili con te, ma non è detto che una volta tornati in cucina li vedrai mai più.
Per il resto caro Vincent ti invito a non farti rincoglionire dai moralisti dell’ultim’ora, quelli che predicano male e razzolano peggio, quelli che cercano di convincerti che tutti siamo uguali e che tutti rubano alla stessa maniera. Lo sai che è solo un modo per farti stare in casa quando viene la sera. Ho visto anche io il gol di Gilardino. Mi tengo informato. Tu hai giocato a calcio più di me, dovresti sapere che in certe occasioni non si sa neppure se si è toccato il pallone, l’avversario, o addirittura entrambi. Gilardino aveva pure gli occhi chiusi mentre il difensore tentava di avere un rapporto anale con lui in piena area di rigore. Quando ha riaperto gli occhi e si è sfilato dal culo il pene che aveva ricevuto inaspettatamente in dono ha visto la palla in rete, sentito il fischio dell’arbitro ed ha esultato. Puoi dire davvero con certezza che si sia comportato disonestamente? Accetta il consiglio, non guardare troppo le televisioni del tuo presidente del consiglio.
Ho scritto pure troppo per questa volta. Cercherò ti tenerti aggiornato più frequentemente su quello che succede da queste parti cosi potrò essere allo stesso tempo più sintetico e più dettagliato. Mi aspetto la stessa cosa da te. Aspetto notizie di Elisewin e dei fermacarte assassini.
Un saluto vecchio mio.
Bob
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E' ora di fare Barack e burattini

domenica, 09 novembre 2008,

Caro Vecchio Bob
è una vita che non ti scrivo, cazzo quante cose sono successe, tu hai finito 34 anni quindi auguri vecchio mio, so che non è un buon momento per finire gli anni, dimmi mai quando lo è?
Obama è presidente, cazzo, chi avrebbe mai detto che avremmo visto un negro presidente degli stati uniti, si, negro, come direbbe Spike Lee senza vergognarsi. McKain gli ha fatto i complimenti, che cazzo di paese è un paese dove i politici non si offendono?
Poi, l'amarezza di veder segnare Gilardino un gol di mano, esultare, e nessuno della fiorentina dire che è stata una cazzata. So che dirai che in fondo a noi ci hanno sempre fregato in qualche modo, ma tra orso grigio e procione in un rapporto sessuale preferisco essere sempre il procione, tu chiamala omosessualità passiva, io la chiamo onestà.
Ad ogni modo un sacco di cose, un periodo di iperdose storica direbbe Coupland, ma noi non siamo filosofi generazionali, e allora rimaniamo semplicemente basiti. Almeno io.

Tu come stai? Hai ancora la tua faccia da crisi nonostante i tuoi 34 anni? Te ne stai ancora a giornate intere davanti al pc, cazzo, quante volte ti ho detto di uscire? La vita non passa da camera tua se tu non ce la inviti, questo sei stato tu ad insegnarmelo quando partisti per londra armato soltanto di un inglese incerto e un pugno di buone speranze. Finisti nel paradiso della passera e dei liberi costumi, me lo ricordo benissimo perchè quando venni a trovarti mi ritrovai la lingua di due fanciulle anglosassoni di cui non sapevo nemmeno il nome proprio dentro il mio orecchio. A dire il vero non l'ho mai saputo, che posto fantastico Londra.
Insomma Bob, esci di li, se ci sei ancora dentro, vai in qualsiasi posto, ma esci.
Fa qualcosa Bob, fa qualcosa.
Perchè il tempo vola, era solo poco tempo fa che passavamo le giornate a giocare a sensible soccer e ad ascoltare i nostri gruppi preferiti. Counting Crows, REM, Pearl Jam, Smashing Pumpkins, Cranberries, Suzanne Vega e poi tutte le puttanate Hip Pop che mi hai fatto ascoltare. Dovevo capire in quel momento che il tuo cervello faceva acqua da qualche parte, ma ero troppo preso dal cercare di far vincere il mio Arsenal contro il tuo Barcellona per capirlo. Ma adesso? Tu butti la tua vita nel cesso Bob facendo il barista romantico che non ha un cazzo da fare e io mi spacco la schiena facendo le pulizie e pulendo patate. No Bob, non era questo che pensavo mentre t'infilavo i miei micidiali tiri al giro che il tuo portiere para-litico non riusciva a parare.
No, non era questo.
Prendi la tua laurea e il tuo cervello e portali a prendere aria.

Ad ogni modo venerdì entrando nell'ufficio del mio capo per le pulizie di fine settimana ho procurato un riscontro abbastanza forte da far volare tutte le sue carte fuori dalla finestra, sono balzato fuori anch'io e le ho inseguite fino a monte Morello sfrecciando tra i camion che mi mandavano al diavolo coi loro clacson ma non sono riuscito a recuperarle, e mentre correvo pensavo:" un fottuto fermacarte, no? brutto ciccione bastardo di merda!"

Obama, Obama, ci pensi? Avrei votato per lui, e lui ha vinto, ci pensi? è quasi come uno scudetto della fiorentina, forse non cambierà nulla, forse lo uccideranno prima del 20 gennaio, ma per ora è bello pensare che le cose cambieranno, tu chiamami ingenuo se vuoi, in fondo lo sono sempre stato.

Sul fronte Vaginot non ci sono novità, continuo ad attrarre donne con la stessa efficacia di una carta moschicida vecchia di 7 anni, mi sono sempre chiesto quale fosse il problema, l'abbigliamento? no non credo, in fondo non mi vesto più in tuta tutti i giorni e anche se il mio look è non avere un look in fondo non sono peggio di molti altri. Il mio aspetto esteriore? Boh, in fondo sono molto più brutto di tanti ragazzi, ma anche più carino di molti altri, dovrei rimorchiare una quantità di donne media, ne troppo esagerata ne da carestia. Invece mi sento la solita lumaca marina.
No Bob, c'è qualcosa che non va, e la cosa peggiore è capire di essere attratti da un certo tipo di donne a cui so bene che non piacerò mai, è possibile secondo te? che masochiste sono le lumache marine, potrei variare, cambiare bersagli, variare le prede(che bei discorsi romantici, eh?)invece sbatto sempre contro lo stesso cartellone, e li sopra c'è lei, la mia Elisewin. Una ragazza che si muove in punta di piedi, sorride con l'allegria e la sincerità di una ragazza di colore, veste con semplicità, ascolta buona musica, si commuove davanti alla scena di Braveheart dove William Wallace scopre che Robert The Bruce lo tradisce(si proprio quella scena), insomma, la mia dea. In ogni donna cerco lei, ovviamente senza trovarla.
Finirò con un sajo arancione e la testa rasata a vendere foto di lei a un semaforo. Fermami Bob, fermami!

Ad ogni modo, è tempo che ti volevo chiedere se avevi notizie di Frank Doormat, quel nostro caro amico con cui abbiamo condiviso tutte le nostre esperienze più importanti e che adesso è sparito dalla nostra vita per andare a fare l'assorbente interno a tempo pieno. Mi manca, credo, ci manca. E non dovrebbe essere cosi perchè ha dimostrato di essere un cazzone in modo inequivocabile sparendo dalla nostra esistenza mentre la nostra esistenza andava a farsi fottere. Vorrei riempirlo di schiaffi fino a farmi sanguinare i palmi delle mani, e sai che chi fa lavori come il mio sviluppa una pelle ultra resistente.
Beh, scusa se te l'ho chiesto, ma ogni tanto mi capita di ricordare come eravamo, tutti e tre insieme, e mi sembra assurdo che non ci sia più niente.
Boh.

La vita è cosi, non sarò certo io a cambiarla.

Via, vado a letto, mi rigirerò per un paio d'ore, poi si sarà fatta ora di alzarsi, cristosantoiddio che depresso di merda che sono diventato.
Stammi bene

Il Tuo Vincent Freeman

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Facce da crisi

sabato, 25 ottobre 2008,
Caro Vincent,
noto con piacere che reggi bene l’alcol. A parte qualche piccolo inconveniente con le pareti. E anche con il filo logico di una semplice email. Non ti sei neppure degnato di scrivermi il titolo del film e non mi pare il caso di andare a cercarlo descrivendone la trama nei termini in cui lo hai fatto tu. Che poi, passando di frasca in frasca non passi mai dall’unica frasca in cui dovresti infrascarti.
Ma mi dispiace deluderti, non so dirti chi abbia detto che sono meglio le sconfitte dei rimpianti. So solo che chi non ha rimpianti è solo un uomo privo di fantasia, un uomo che non riesce a immaginarsi un corso diverso della storia, che non conosce il periodo ipotetico, un uomo senza nonni con le ruote e senza carriole.
Ho sempre diffidato da chi mi diceva di non aver rimpianti e anche da chi cercava di convincermi a fare qualcosa per non averne. È come darsi martellate sugli alluci per farsi passare il mal di testa. E se ti prendi a martellate è normale che ti sfrangi e ti smerletti.
Certo lei avrebbe potuto essere un po’ più riservata, ma è probabile che sia un riflesso atavico. Sparge la voce per evitare che altre donne si facciano ingravidare da te, avendoti giudicato lei come non idoneo al miglioramento della specie. L’unica mossa che ti rimane è cercare di accoppiarti con qualcuna a cui non sia ancora arrivata la voce. Anche se ci sono delle controindicazioni in questo. Se non le è ancora arrivata la voce infatti è probabile che non abbia una rete sociale adeguata a spargere un giudizio favorevole sulle tue capacità riproduttive altrettanto efficacemente di quanto è stato sparso quello negativo.
Dunque è probabile che in realtà l’unica mossa che ti rimane è il buon vecchio cavallo di troia. Infiltrare nell’ambiente femminile nel quale ti vuoi infrattare una femmina che canti le tue lodi. Ma non fraintendermi, non sto parlando di un’amica. Di amiche come ben sai, ne ho e ne ho avute tante, ma non potranno mai esserti d’aiuto in questo. Potranno incoraggiarti, potranno consigliarti, potranno gioire insieme a te quando le cose vanno bene e consolarti quando vanno male. Ma non potranno mai farti da testimonial. Anzi, sono la prova vivente del fatto che tu non sei un esemplare valido per l’accoppiamento.
Ma com’è che si chiama quella che ti ha sfrangettato il cuore?
Qui non ci sono grandi novità. Almeno non dal fronte.
Ieri camminando per strada mi sono reso conto all’improvviso di aver visto dei cartelli di saldi e mi sono sentito un po’ disorientato. Da queste parti, dove il tempo fa sempre più o meno schifo e dove la città sembra non finire mai le stagioni non sono scandite dall’arrivo delle rondini o dal cantare delle cicale. I saldi, gli addobbi natalizi, l’arrivo o la partenza degli studenti e dei turisti, questi segnano le stagioni. Ma se i saldi arrivano prima degli addobbi natalizi diventa un problema!
Dice che è l’effetto della crisi e dunque non c’è da stare tanto allegri. Capirai che novità. La gente come noi non può mai stare allegra. Se non c’è la crisi non ti puoi comprare un sacco di roba perché non te la puoi permettere e quindi non puoi essere allegro, se te la puoi permettere vuol dire che c’è la crisi e dunque anche se te la compri non puoi essere allegro.
Ma in fin dei conti penso che questa recessione abbia i suoi aspetti positivi. C’ho pensato mentre stavo in autobus e ad un certo punto alzando lo sguardo mi sono sorpreso nel riflesso nel finestrino con un’espressione non proprio gioiosa. Ho pensato che per fortuna negli anni 80 eravamo ancora troppo piccoli e potevamo permetterci di essere tristi. Negli anni 90, da adolescenti potevamo permettercelo ancora di più, certo qualcuno guardandomi sull’autobus avrebbe potuto pensare che fossi un drogato, ma qualcun altro avrebbe potuto pensare anche che sarei potuto essere la nuova promessa del grunge. In tutti e due i casi avrei magari trovato qualcuno che avrebbe voluto aiutarmi. Ma oggi? Che minchia di scusa avresti potuto avere per essere triste? Nessuna! La gente non si sarebbe seduta neppure vicino a te! E invece pensa, alzo gli occhi e vedo in giro facce anche più grigie della mia. Magari quando qualcuno mi guarda, se mi becca proprio in uno dei miei momenti più bui, può sempre pensare che sia un broker che maneggia milioni di sterline al giorno e che sta tornando da lavoro dopo l’ennesima seduta negativa in borsa e non un barman sentimentale che non ha un cazzo da fare tutto il giorno.
A proposito, vado a lavoro
A presto Freeman
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Nuotare nell''Alcol senza salvagente

lunedì, 13 ottobre 2008,
Bob
Due cose prima di andare a cena. Non c'era una porta tra la cella dei rifiuti e la cella delle carni rosse nella mensa dove lavoro la mattina, ma adesso c'è. Oggi mi è sfuggita di mano la monospazzola, arnesse piuttosto potente che serve a togliere le schifezze dai pavimenti ed è andata a sbattere contro la parete della cella dei rifuti. Quest'ultima si è aperta come tonno sotto i colpi di un grissino e adesso le due celle comunicano. Il buco non è abbastanza grande per far si che due persone ci passino ma è di notevoli dimensioni. Mi aspettavo punizioni corporali e umiliazioni pubbliche invece sono stati molto ragionevoli.
Vabbè, non era una grossa novità ma mentre aspetto di trovare il tempo per scriverti una mail più lunga  ti scrivo cazzatine per ingannare il tempo. Dopo cena vado dal mio collega ad assaggiare certi suoi coctail (come cazzo si scrive?) fenomenali. Non è che avessi bisogno di un cicerone gay per entrare nella città dell'alcol, anche perchè gia la conoscevo, diciamo che adesso sto visitando le province. Passando di frasca in frasca, ho visto un film veramente carino e mi sono schiantato dalle risate. Un film poetico e dolce, di quelli che certe volte capita di vedere razzolando tra i titoli del cinema indipendente. Storia di una venticinquenne vergine che cerca di farsi deflorare a tutti i costi mentre intanto sogna di un ragazzo bellissimo. Film allegro con un finale tragico e inconcludente, come spesso sono le vite della gente normale. Senza happy end, senza colpi di scena risolutori, solo una fine.......
 
Riprendo questa mail dopo giorni e giorni. Ieri ho rischiato la vita mentre pedalavo per andare a lavoro, solo perché un dannato bastardo ha bucato il semaforo, il bello della cosa è che questo demente ha piantato la macchina nel bel mezzo dell'incrocio e ha cominciato a urlare contro di me. Io rimango sempre basito da queste cose, mi sconvolgono, ti giuro. Ma come cazzo fa uno che passa con il rosso ad avercela con gli altri? ad essere convinto di essere nel giusto? Non gli ho detto niente, cosa cazzo dovevo dirgli? Sai che queste cose mi lasciano in disordine per giorni, mi metto a pensare alla relatività delle cose e della vita e vado in paranoia. O più probabilmente sono semplicemente una mammoletta.
 
Ad ogni modo la mia vita sembra una puntata di un telefilm mandata a tutta velocità, la mattina quando mi alzo mi metto i pantaloni come Judo Bajudo, te lo ricordi? Li lancio in aria e poi faccio la verticale come faceva Judo Boy nella sigla, e mi entrano alla perfezione. Provaci. Poi ovviamente lancio la maglia e anche quella mi entra al volo, poi salto giù dalla finestra e mi do alla vita. Il tasso alcolico nel mio sangue cresce con il passare del tempo e lo scolarsi delle bottiglie, ieri sera mega fiammata di Gin mentre scrivevo al computer. Sono arrivato a lavoro con un aria cadaverica o almeno è questo che mi hanno detto. E verso le 2 e 15 quando vedevo l'uscita di fronte a me il capo lardone di merda mi fa un cazziatone perchè uno dei cuochi a lasciato sporco in qualche fottuto posto di quella fottuta mensa, e conclude il cazziatone dicendomi che se non mi do una regolata dovrò cercarmi un altro lavoro. Lo guardo e gli dico: "forse non lo sai, ma qui dentro tutti si cercano un altro lavoro". C'è rimasto di merda e l'ammirazione delle mie colleghe presenti alla scena è salita alle stelle. Insomma due bei giorni di merda e alcol a cui si aggiungono i tuoi paradossali amici che mi chiamano per chiedermi di te, ma dove cazzo sei andato a pescarli? sono tutta gente con la testa in panne. Chiamali, fatti vivo….
 
Mi fa piacere che la considerazione di te è cambiata e che adesso non ti senti aquila ma sei pure diventato amico degli arieti e delle lumache marine perché io invece sono sempre il solito segaiolo, un segaiolo intristito direi. Ad ogni modo caro vecchio Bob chi l’ha detto che i rimpianti sono peggio delle sconfitte? Io? Tu? Walt Whitman? Robin willians? Britney Spears? Obama? Chi cazzo l’ha detto? Eh? Chi? No perché chiunque l’abbia detto adesso dovrebbe spiegarmi perché ho l’anima a brandelli e il cuore a merle frangettate. Tu sai spiegarmelo? Obama saprebbe? Insomma adesso dopo il mio fantastico rimbalzo vado al lavoro della sera con una maschera, è uguale alla mia faccia ma c’è sopra un espressione da coglione molto più convincente di quella che c’era prima. Secondo te le voci si spargono? Lei avrà già raccontato a tutti che mi ha fatto rimbalzare come una caccolina di pongo? Insomma dammi delucidazioni, tu che mi dici di essere aquila reale quando al massimo riesco ad essere un timido stercoraro.
 
 
Comunque questo nuovo tasso alcolico nel sangue mi rende più sereno, vomito molto più di prima e credo che sto riprendendo il mio peso forma di 59 chili ma a ripensarci è divertente.
Vabbè ora vado a vedere Greys anatomy, stanno trasmettendo anche Heros, non è male ma forse mi sembra carino perchè non c’ho un cazzo da fare la sera.
 
W la solitudine (come direbbe la Pausini)
 
Con Affetto
 
Vincent Freeman
 
P.S. Alanis Morrisette è solo una falsa dea femminista, l’unica donna che vale la pena di ascoltare è Cat Power, solo lei e nient’altro che lei
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Eroine e mascelloni

martedì, 07 ottobre 2008,
Carissimo Vincent,
è qualche giorno che non ti scrivo, ma ogni tanto succede che venga risucchiato in un vortice di indolenza. Sai benissimo che questi orari uccidono il mio già fragile rapporto con il tempo. Cosi capita che passi le giornate aspettando di entrare a lavoro la sera come se ciò accadesse da li a 5 minuti invece che da li a 10 ore.
La mattina spesso se ne va senza che nemmeno me ne accorga visto che non mi alzo mai molto presto. Faccio sempre il barman, mica il fornaio. Il pomeriggio però. Quando potrei cominciare a combinare qualcosa sono già le tre. Ma alle tre del pomeriggio è sempre troppo presto o troppo tardi per qualsiasi cosa tu voglia fare, come direbbe il vecchio JP Sartre.
E cosi guardo un mucchio di tv, mangio schifezze. L’altro giorno ho pranzato con una viennetta. No, non con una ragazza di Vienna, il gelato dico. Ce l’hanno anche qua! Comunque non fraintendermi, non mi lamento. A parte per la puzza dei piedi del mio coinquilino che se stessi un po’ meno tra queste mura non sentirei. O almeno credo. Dovrei chiedere ai vicini. Penso che sia una mutazione genetica. Dovrebbe stare tra i personaggi di Heroes. L’uomo che uccide con la sola imposizione dei piedi.
Come ti dicevo ho visto tanta televisione in questi giorni. E c’è questo video che passano in continuazione. All’inizio ascoltavo distrattamente, la canzone è pure piacevole. Poi ho cominciato a fare caso a quello che si muoveva sullo schermo.
Allora ci sono questa ragazza e questo ragazzo, un mascellone di due metri. Nel primo minuto c’è la fase della scrisi, scene di incomprensione di coppia. Poi ad un certo punto lei lo butta fuori di casa e va fuori a salvare il pianeta. Non si sa se lo facesse già da prima e fosse questo il motivo della loro crisi. Fatto sta che la casa è tappezzata da ritagli di giornale, manifesti di campagne contro la guerra, per il salvataggio delle foreste e dei delfini. Roba cosi. La ragazza va per strada a distribuire volantini. All’inizio è grintosa, quasi entra in un suv. Rifiuta le chiamate del mascellone e gli scrive pure di non chiamarla. Poi ad uno ad uno i passanti cominciano ad ignorarla, finanche a mandarla affanculo. Allora guarda il cellulare e vedendo la foto del mascellono gli stampa in volto un sorriso commosso.
La nostra eroina torna a casa e che fa? Prende e stacca dal muro tutta quella roba. Basta Greenpeace, basta Amnesty International. Via i ritagli, via i manifesti. Tutto nel cestino. E via anche un paio di pose puttaneggianti davanti allo specchio. E cosi ci accorgiamo che a richiamato il mascellone. Che suona, entra e si abbracciano. Intanto l’unico manifesto rimasto sul muro cambia da “Save the Earth” a “Save the Heart”
La canzone è “Underneath” di Alanis Morissette. Volevo vomitare la viennetta ma l’avevo mangiata due giorni prima.
Tu mi dirai, ma vecchio Bob, cosa c’entra tutto questo con noi? Non siamo ne mascelloni ne vogliamo salvare la terra. Ma caro mio era per dirti che la lotta contro gli stereotipi è dura. Quanti ne abbiamo conosciuti di pseudo mascelloni e pseudo eroine o anche di pseudo eroi e pseudo mascellonesse. Quanti ne abbiamo conosciuti di ragazzi e ragazze che sono passati dalla lotta per la salvaguardia della flora selvatica della foresta amazzonica a quella contro la flora batteria dei genitali del proprio partner? 
La lotta agli stereotipi è dura, ma la prima cosa da fare è cercare per primi noi stessi di sfuggire agli stereotipi. Non ti fare imprigionare dal personaggio della lumaca marina. Non aver paura di esserlo, ma non aver paura anche di essere qualcosa di diverso. Chi te lo dice non è certo un aquila imperiale, altrimenti non avrebbe bisogno di un ariete per abbattere quel muro di diffidenza che circonda quelli come noi. Ma devo dire, in difesa dell’ariete, che è uno di noi. L’ariete ha solo meno vergogna delle figure di merda. Ma non ha i rasta, non ha il mascellone e i pettorali, non suona la chitarra, ma soprattutto è amico delle lumache marine. L’ariete si spaccherebbe la testa contro un muro anche solo per aprire un piccolo pertugio per far passare dall’altra parte una lumaca marina. Dobbiamo avere rispetto degli arieti.
Le battute di caccia questa settimana, comunque, sono state poco interessanti. Sarà l’atmosfera di crisi.
Intanto al 60esimo giorno di assedio, infiltrati dietro le linee nemiche mi informano che sembrano non esserci margini per un attacco efficace.
Bob Harris dalla Linea Vaginot
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La Dignità delle Lumache Marine

martedì, 30 settembre 2008,
Caro vecchio Bob
Questo non me lo dovevi fare. Non me lo merito. Io sono quello che sono, e so di non essere molto ma certi giorni è abbastanza, e se sono il tipo insicuro che costruisce muri per riparasi e difendersi tu non me lo devi dire. Dietro i miei muri si vive lo stesso, anche senza vedere l’orizzonte e l’infinito.
Perché certe volte l’infinito è dentro le piccole cose.
Non ho una famiglia, non ho amici, ma lavoro molto e la sera vado a letto presto, e fortunatamente riesco ad addormentarmi. Il lunedì guardo “Grey’s Anatomy”, il martedì “Senza Traccia”,  il mercoledì guardo la fiorentina in Champions e il giovedì vado al cinema perché ho uno sconto e spendo meno degli altri giorni. Poi il venerdì e il sabato e la domenica scivolano via veloci, lo sai che non sono mai stato uno da feste o da vita sociale, ma è sbagliato questo? So che qualcuno direbbe che sono uno sfigato o un asociale, le leggi negli occhi alle persone certe sentenze, ma è questo il problema?
In fondo c’è più dignità con chi vive a carte scoperte, con chi fa i conti con le proprie paure senza nasconderle o eluderle, c’è dignità nell’ accettare i propri limiti cosi come ce né nel non volerli accettare, lo so, è assurdo quello che dico, ma forse un senso ce lo puoi trovare.
 
Le donne, le donne sono come sono e esistono discorsi maschilisti ma è vero anche il contrario. Tu vuoi arruffianarti il vasto pubblico femminile che ci segue vaneggiando di un universo femminile vario e particolareggiato, tu menti a te stesso. Tu non sei sincero e lo sai bene. Visto che poi parli di battute di caccia con arieti a seguito, se serve un ariete è segno che esiste una tipologia di modello penetrante.
Le donne amano per simboli: una chitarra, una moto, un rasta, il leader del gruppo, un ariete, l’istruttore di scuola guida, non fa differenza, sono la faccia della stessa medaglia degli stereotipi maschili. Non dirlo ti fa solo sembrare ingenuo caro Bob, marca la tua differenza, non cercare di accattivare l’elettorato femminile, avrai solo voti per essere sindaco di una zona che non ha niente a che vedere con l’amore. Devi dire quello che pensi, sii te stesso, cerca di essere il monaco e l’abito allo stesso tempo, e vedrai che verrà eletto sindaco della zona amico qualcun altro. O almeno se verrai rifiutato dalle donne sarà in modo sincero e onesto come succede a me.
 
C’era questa tipa a lavoro da me, lavoriamo quasi sempre insieme e finiamo spesso per parlare di cose stupidi e inutili, ma con lei potrei parlare di stupidaggini anche tutta la vita perché lo fa in modo incantevole e leggero, ad ogni modo ormai la conosco da qualche mese e potrebbe nascere una bellissima amicizia ma sai che non sono bravo a farmi amici, figuriamoci donne/amico,e poi mi piace e l’altra sera mentre stavamo pulendo un piano di un palazzo pieno di uffici mi dico che devo chiederle di uscire, cosi lo dico e basta, cosi come mi viene senza preparare nessuna frase ad effetto, dico soltanto.
-         ti andrebbe di uscire una sera con me?
Lei mi guarda, sorride, ma c’è la circostanza nel suo sorriso, e io mi sento una lumaca marina, cosi dopo trenta secondi di silenzio dico.
-         no scusa, non volevo, insomma, chissà che cazzo mi ero messo in testa
E sparisco dietro il mio spazzolone.
 
Insomma, non c’è niente da dire, è cosi che vanno le cose ultimamente, resto immobile e guardo il mondo cambiare: le banche e i mutui che crollano, le Hostess che scioperano, Obama che parla di cambiamento, il riscaldamento globale, Gilardino che segna da qualunque posizione, la gente che non arriva a fine mese, i bulli che fanno carriera e il bullismo che diventa un problema parlamentare, io che sogno la Germini stuprata da 15 bulli e il video che finisce su youtube, la gente che vende di tutto dai Diritti Umani ai fendinebbia, e lo fa con la stessa passione e insincerità. Ma per fortuna ci sono gli ombrelli colorati nelle giornate di pioggia e allora non tutto è perduto, perché tutto cambia ma le lumache marine restano lumache marine, nell’animo e nello spirito.
 
Ma c’è una grande dignità e forza in esse, strisciare non è cosi vergognoso. A volte c’è più onore nello strisciare con orgoglio senza barare, con addosso le proprie paure e banalità. E io sono una lumaca che striscia, e ogni tanto, nei momenti meno prevedibili, sono felice.
Forse un giorno lo capiranno anche le donne.
 
Con affetto
 
Vincent “Lumaca Marina” Freeman
P.S. ho un favore da chiederti, sono felice per le tue battute di caccia ma se puoi, dopo averla sbattuta a turbina (come direbbe il mitico Bruno Kirby), richiedi indietro alla ballerina texana i soldi del CD di Usher che comprai, era "My Way" e lo comprai per il singolo "You make me wanna"....mai soldi furono spesi peggio dal punto di vista musicale.
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Il Texas è più vicino di quanto credi

giovedì, 25 settembre 2008,
Illustrissimo Vincent
so che è molto tempo che non ci vediamo, ma potremo sempre far finta di vivere nella stessa città, nella stessa casa e di avere semplicemente due lavori che non ci permettono di incontrarsi, due lavori che occupano parti diverse della giornata, a te il pomeriggio a me la sera, e far finta che questi siano i messaggi che ci lasciamo attaccati al frigo.
Perdonami questo attacco di romanticismo, ma mi dispiace sentirti cosi giù. So che è per questo che ti lasci andare al porno e a queste banalità sulle donne banali. So che è per questo che parli da pezzo di pane.
Vedi caro Vincent, di uomini che tentano di aggirare la Linea ne conosco e ne vedo tanti. In fondo anche i tedeschi aggirarono la Linea Maginot. Attaccarono dal Belgio e si fecero la Francia. Con questo non voglio dire che tu debba fare scalo a Bruxelles per farti una francese. E nemmeno farti crescere i rasta. Ma costruire fortificazioni davanti ad un’altra fortificazione per paura di esser svaligiati ti condannerebbe ad una sterile guerra di trincea. A cosa può servire? Non eri tu che mi chiedevi se un giorno avresti visto l’altro lato della Linea? Non eri tu che chiedevi se un giorno ci sarebbe stata una donna anche per te?
Ora, non per arruffianarmi il lato femminile che è in te, ma se la tua idea delle donne è quella che mi hai esposto nella tua ultima lettera, come pensi di riuscire a vedere l’altro lato della linea? Aspettandola di fronte allo scaffale dei libri di Jonathan Coe, Peter Hoeg, Nick Hornby? Eppoi davvero puoi permetterti di criticare una donna che sceglie un rasta con la chitarra mentre tu aspetti una poetessa fotomodella?
Mentre penso a questi dilemmi, come al solito, il mio collega un po’ solo, mi vede, mi sente e mi parla, della texana extra taglia e la birreria diventa guerra. Si dice pronto a dare il via libera ai suoi piccoli carri armati nel caso incontrasse un’americana enorme nelle forme e nella ricchezza. Non interiore. Questo è il suo modo di aggirare la Linea. Un figlio, il suo enola gay, la sua assicurazione sulla vita.
Cosi, una volta chiuso il bar e mandato a letto gli ultimi relitti umani, decidiamo per un raid in una zona della città frequentata da americani ma soprattutto americane. Con noi ci siamo portati l’uomo ariete. Quando devi abbattere un muro un ariete ti è sempre utile. L’uomo ariete lo puoi lanciare su qualunque cosa si muova e puoi essere sicuro che comincerà a fare breccia. L’uomo ariete è quasi sposato per questo si presta per missioni umanitarie come questa.
E sai in questa città accadono cose strane. La texana l’abbiamo trovata davvero. Solo che non era affatto enorme. La texana era perfetta e non aveva gli occhi di ghiaccio. Se ne stava sulla porta del locale insieme all’amica. Perfetta pure lei. È stato come buttarsi da un aereo. Sembra che la terra ti venga incontro ad una velocità folle. Invece sei tu che ci stai cadendo. Dice che si chiama forza di gravità. Ma siamo tutti dotati di un paracadute chiamato disillusione.
Fatto sta che tra un bicchiere e l’altro, si scopre che la texana ha madre di Dallas e padre di Lastra a Signa. Ti dice niente? Te l’ho detto che succedono cose strane. La texana si chiama Luisa. La sua amica invece Samantha. E’ di San Francisco ma lavora a Los Angeles. E’ proprio mentre stiamo per entrare in club che iniziamo a parlare di musica. Mi dice che vorrebbe scoprire qualche locale dove si balli della buona musica, un po’ particolare, non quella che puoi ascoltare ovunque, come Usher o Beyoncè.
“Non fraintendermi, Usher mi piace, ho anche ballato in un suo video, però a volte hai voglia di qualcosa di diverso…”
“Davvero hai ballato in un suo video?”
“Si, si” e mi accenna un passo di danza canticchiando una canzone a me sconosciuta. Ci rimango secco, mentre tutto intorno sembra sfuocare.
Annuisco cercando di dare l’impressione di aver capito. In realtà sto realizzando che il paracadute sembra non funzionare e lo schianto appare imminente. Mentre aumenta l’attrazione si avvicina una pista da ballo. Mi vedo già mentre mi spappolo. Se tu fossi Pinocchio, l'ultima cosa che vorresti è tentare un passo di break. Soprattutto in pubblico. Peggio di una pista da ballo ci sarebbe potuto essere solo una piscina! Ho nostalgia dei petardi e dei manga!
Per fortuna mentre entriamo, sulla mia destra si materializza la maniglia di sicurezza. Il bar. Le offro da bere e già che ci sono lo offro pure a me. Guadagno tempo, e almeno se proprio dovrò schiantarmi sarò anestetizzato dall’alcol. L’ariete e il collega si intanto si stanno occupando della texana. Cosi restiamo soli io e lei. Credo sia stato il cocktail che mi sia durato di più in tutta la mia vita. Per fortuna il gong suona prima del K.O. Sono le 4 è l’ora di chiudere.
La battuta di caccia si è conclusa con due nuovi numeri di telefono che forse andranno a far parte di quei numeri che non chiameremo mai, come quello di un concessionario Ferrari o dello Stilista del Capello. Oppure no. Di sicuro ti terrò aggiornato sull’evolversi della vicenda.
Questo per dirti che gli aerei, anche se non ci sali sopra, è meglio andare a vederli partire dal vivo all’aeroporto invece che sul televideo.
Con altrettanta stima,
Bob Harris
p.s. Natalie Portman è di nuovo single. Magari questo ti emoziona più dei gol di Gilardino
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La banalità panacea di tutti i mali

domenica, 21 settembre 2008,
Stimato Bob
 
E’ domenica, ed è sera, sono tornato dal mio turno festivo di pulizie notturne al centro commerciale. Avevo pensato di uscire dopo il lavoro ma poi non sapevo dove andare, e soprattutto con chi andare, cosi sono tornato a casa. Avevo anche pensato di passare a noleggiare un film porno, ma poi ho pensato che non volevo scendere cosi in basso e che non volevo proprio essere il tipo che noleggia i film porno di Domenica sera, la disperazione è meno sopportabile nei giorni festivi. Cosi aspetterò almeno mercoledì.
 
Parlarti di me, dici? Ci conosciamo da una vita è vero, e anche se non ci vediamo più spesso io non sono cambiato poi molto da quando eravamo ragazzini e collezionavamo figure di merda con le ragazze.
Che dirti? non ho mai molto da fare qui, a parte lavorare, per il resto credo di essere il solito disadatto che sono sempre stato. Non compro più i manga e i petardi ma l’unico rapporto veramente intimo della mia vita e quello che ho con il Video Box dove vado a noleggiare i film, e il fatto di pagarlo rende il tutto meno romantico e sincero. Da adolescente ero innamorato Winona Ryder, e oggi il mio migliore amico è un videonoleggio, in fondo cosa è cambiato?
No, sono confuso in questo periodo, credo che per come sono messo non saprei riconoscere una bici da una pera nemmeno se me le trovassi davanti, e se tu tornassi oggi da queste parti credo che potresti trovarmi mentre cerco di pedalare su una pera o azzanno una mountain bike.
Per il resto scrivo molto, ascolto molta musica, e spesso me ne sto a guardare la pagina dell’aeroporto sul televideo, aspettando che la scritta “partito” compaia vicino al nome di una città in cui mi piacerebbe andare. E poi immaginare di essere là. So che può sembrarti un passatempo stupido e noioso.
Ma certi giorni è meglio di niente.
Sugli altri fronti di novità ce ne sono ben poche, aspetto ancora la ragazza/dea che mi tiri fuori da questa situazione, non ho standard molto alti, basterebbe una fotomodella che sa scrivere poesie o canzoni come Cat Power, in fondo non chiedo molto, no? Oggi ho visto una scena di King Kong, la nuova versione, non quella che guardavamo da bambini sgranocchiando Pop Corn fatti in casa. C’era Naomi Watts nella mano del mastodontico gorilla che sembrava felice e innamorata, ballavano sulle note di una canzone romantica e mentre li guardavo pensavo che i film mi stanno annacquando il cervello. Proprio cosi amico mio, il mio cervello sta diventando un baiocco nel caffelatte per colpa dei fottuti sceneggiatori di Hollywood. Perché mi devo bere che una come Naomi Watts si innamora di un gorilla con problemi di sviluppo? In fondo se facessimo una gara di sosia di Johnny Deep è più probabile che mi qualifichi meglio io di King Kong (non molto meglio ma un po’ si), e allora? Perché Naomi Watts sceglie lui e non me? Bah, è una storia assurda. Non voglio pensarci.
 
Riguardo agli uomini Tergicristallo che dire? Un uomo tergicristallo è meno imprevedibile e sfaccettato di un uomo moscerino, la differenza tra un moscerino e un tergicristallo è che il tergicristallo ha la strada segnata mentre il moscerino può scartare di lato e spiaccicarsi….e la vita del moscerino poi è solo storia già scritta.  Le donne in fondo vogliono la banalità, altrimenti perchè farebbero colpo certi tipi? I rasta per esempio, secondo te perchè hanno tanto successo sulle donne? Beh, lo so io perchè, perchè sono prototipi,  sono archetipi del loro genere e sai cosa aspettarti da loro, non se ne usciranno mai fuori con qualcosa di imprevedibile. Sono libri con la fine scritta sulla copertina.
E le donne vogliono libri di cui si sa già tutto, anche se la fine è essere lasciate o trattate di merda. Ti spieghi altrimenti i fenomeni di Kinsella e Coelho? La banalità è l'unico modo per superare la Linea Vaginot. Questa è la verità amico, e se vuoi un consiglio non dar retta a Ferradini, non lasciare aperta la porta del cuore, perché se poi ti svaligiano l’anima poi nessuno te la rende indietro.
 
Con infinita stima
Tuo amico
 
Vincent Freeman
P.S. la Fiorentina ha vinto 1-0, non mi emoziono più quanto facevo per i gol di Baggio o Batistuta, ma mi emoziono abbastanza, ed è già qualcosa... 
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Uomini tergicristallo

giovedì, 18 settembre 2008,
Caro Vincent
Ieri sera mentre versavo da bere a sconosciuti di ogni sorta, a uomini moscerino e a donne parabrezza, ho pensato alle parole che mi hai scritto e mi è tornato in mente di quando iniziai la mia carriera di uomo moscerino. Eravamo insieme quel giorno di tanti anni fa, ricordi?
Si camminava per il centro della nostra piccola città tutta addobbata a festa. Era il 31 di Dicembre e faceva un freddo polare. Sfidammo il vento ed il gelo impacchettati nei nostri cappotti fuori moda per gli agognati volumetti arretrati dei nostri manga preferiti, in arrivo su ordinazione nel negozio dove passavamo a volte ore a frugare fra poster e vecchi giornali. Già da li si capiva che per noi ci sarebbero stati dei muri invalicabili, ma chi avrebbe pensato che se ne sarebbe presentato uno proprio appena usciti dal negozio.
Dopo pochi passi, con i fumetti in mano e gli occhi di chi pensa di aver fatto un affarone, cosi poche lire per tutte quelle nuvolette di sogni e felicità, incontrammo Sara.
L’avevo conosciuta pochi giorni prima. Un mio compagno di classe, che si preoccupava della mia vita sessuale, mi aveva invitato a cena con lui, la sua ragazza e appunto Sara. Non era andata malissimo la serata, e pensavo che saremmo potuti uscire di nuovo insieme, magari da soli se avessi trovato il coraggio di chiederglielo.
Adesso era proprio davanti a noi. Sara con gli occhiali, i capelli lisci e lunghi e con la vocina, avvolta in una soffice sciarpa e in un cappottino di lana sembrava proprio una delle protagoniste del manga che avevamo tra le mani. Evitai di dirglielo, ma non potei evitare di schiantarmi sul parabrezza.
“cosa stavi facendo di bello?”
“sai gli ultimi acquisti per stasera, è l’ultimo dell’anno…”
“ah, sei andata a comprare un po’ di petardi?”
Mi guardò come si guarda appunto un moscerino spappolato prima di toglierselo di dosso con un gesto rapido della mano e il disgusto nel volto, e mi disse che, ovviamente, non era andata a comprare né petardi, né figurine, né exogini, ma vestiti, vestiti cazzo! Come ogni ragazza che uscita dall’infanzia non vuole festeggiare l’ultimo dell’anno in tuta!
Non ci fu bisogno d’altro per capire che non l’avrei mai più rivista, e che avrei avuto problemi con l’ultimo dell’anno per il resto della mia vita!
Il mio collega, che non è spagnolo, ma mi vede, mi sente e mi parla, cercava di distrarmi dai pensieri e dai ricordi blaterando del crollo mondiale delle banche, dei mutui, di una civiltà allo sbando e vicina alla catastrofe.  Ma continuavo a pensare a moscerini e parabrezza.
Mi chiedevi cosa preferissi essere. Beh caro Vincent visto che hai detto che si diventa uomini quando si capisce che cosa non si vuole ti dico che so per certo cosa non voglio essere: un tergicristallo.
Li vedo tutti i giorni gli uomini tergicristallo. Anche qui, dentro questo bar. Gli uomini tergicristallo servono solo quando piove, anche se stanno sempre insieme alle donne parabrezza. Le donne parabrezza sono proiettate in avanti verso il futuro e spesso sono inserite in una carrozzeria di tutto rispetto con un motore che può portarle ovunque. Il tergicristallo è un buon compagno di viaggio, si prende cura di loro, le carezza e le protegge dalla pioggia. Ma è di una gomma povera, nera e senza una macchina a cosa serve? E se anche spesso la vince sui moscerini, di cui si disfa facilmente, ne condivide il destino. Non appena comincia a stridere verrà sostituito da un altro paio di tergicristalli, nuovi di zecca.
Non fa per me, grazie. Preferisco pulire il bancone del bar.
Le domande che mi poni  non sono di facile risposta. Dici se scappassimo dai problemi almeno correremmo tutti dalla stessa parte. Ma credo che se corressimo tutti dalla stessa parte noi saremmo quelli che stanno camminando. Credo che dietro la linea Vaginot ci sia quello che noi desideriamo che ci sia e quindi è meglio pensare che ci sia qualcosa di veramente prezioso e importante, qualcosa per cui valga la pena tutto questo arrovellarsi. Se perdessimo la fede smetteremmo di combattere, e cosa ci resterebbe? Un pugno di moscerini?
Abbi fiducia amico mio, tieni duro e raccontami un po’ di te.
Con affetto fraterno,
Bob Harris dalla Linea
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Le Donne Parabrezza

martedì, 16 settembre 2008,
Caro Bob,
Si va beh, troppo facile dire cogli l’attimo, e se poi l’attimo non è maturo? Ti ritrovi un frutto acerbo che ti allappa la bocca e poi magari chissà cos’altro. Amico mio, fuggi da queste logiche di moda e di tendenza, l’amore non è la guerra, anche se a volte si ama nello stesso modo in cui si odia, e tra certe storie di amore e certi conflitti bellici la differenza è veramente poca. Cogliere l’attimo cosa vuol dire? Diventare uomini non significa capire cosa vuoi, ma capire quello che non vuoi. Prendi per esempio un coniglio, non ci riesci? Beh allora prendi un moscerino, quello si che è un tragico destino, e la sua linea Vaginot non è altro che un parabrezza contro cui spalmarsi. E tu cosa vuoi essere? Moscerino o parabrezza?
 
Io amico mio ho incontrato tante donne parabrezza nella mia vita, non c’è niente da fare, quando ormai ti stai schiantando è troppo tardi per cambiare rotta, e forse nemmeno più lo vuoi. Senti l’odore e l’adrenalina dello schianto, ma a quel punto già lo desideri, e allora ci vai incontro con scherno.
Io sono un aspirante suicida sentimentale, nè più nè meno di un moscerino.
 
Ma ad ogni modo, leggo dalle tue parole un ritrovato orgoglio, tu parli da uomo ferito e da pezzo di pane, ma anche da uomo orgoglioso che rivendica le proprie battaglie, tu sei la barca che affonda ma anche il naufrago che arriva sulla spiaggia, tu sei la caduta ma anche la polvere scossa via dai pantaloni prima di rialzarsi. E corri uomo!
 
La Linea Vaginot. Quella linea, quel muro, quell’ostacolo insuperabile per quelli come noi. Quelli come noi? Discutiamone di quelli come noi. Prendi me per esempio, non nel senso che mi devi adottare, dico in senso figurato, prendi uno come me che da quella linea e da quel muro fugge continuamente. Cosi come dai problemi.
 
Codardo, dici?
 
Beh, ma se tutti scappassimo dai problemi invece di affrontarli forse non risolveremmo nulla ma almeno correremmo nella stessa direzione, non è un'idea di amore e di pace anche questa? Scappa dai problemi amico mio.
 
Sto divagando, ma avrei preferito dire: “sto divaricando”, quando potrò mai pensare questo? Esiste una donna anche per me? Esiste qualcosa dietro la linea Vaginot? E se esiste, io potrò vederla un giorno?
 
Con infinita stima.
 
Tuo Amico
 
Vincent Freeman dal Fronte
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